Il progetto ANSER (Interreg IIIA Transfrontaliero Adriatico) per la valutazione del ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale
La Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato nel 2005, in qualità di Lead Partner, il progetto ANSER, che mira a valutare il ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale ed a definire linee guida per la conservazione del patrimonio naturale marino costiero.
L’esigenza di mettere in atto tale progetto deriva dalla considerazione dell’eccezionale importanza dell’area adriatica per la nidificazione, la sosta e lo svernamento di molte specie di uccelli, della contestuale fragilità delle zone umide costiere, tradottasi spesso in degrado degli habitat, e della odierna necessità di conciliare le esigenze di conservazione con il diritto, per gli abitanti delle aree interessate dalla presenza di zone umide, al raggiungimento di livelli economici e occupazionali analoghi a quelli di altri territori. Il progetto trova quindi ulteriore motivazione nella necessità per le amministrazioni competenti di dare piena attuazione agli strumenti legislativi di riferimento per la protezione della natura nei paesi dell’Unione Europea come la “Direttiva Uccelli” (79/409/CEE) e la “Direttiva Habitat” (92/43/CEE) che hanno permesso di individuare le aree particolarmente meritevoli di conservazione in previsione di un loro piano di gestione e sviluppo.
Alla luce delle premesse sopra esposte, tra i principali obiettivi del progetto vi sono quindi:
- la messa in atto di strumenti per la valutazione del ruolo ecologico delle zone umide costiere per gli uccelli acquatici nelle diverse fasi fenologiche;
- la descrizione organica della presenza delle diverse specie nell’area di progetto;
- la realizzazione di un GIS per la gestione dei dati di progetto integrata ad altri dati ambientali;
- la realizzazione di interventi di formazione a favore per la creazione e il rafforzamento delle professionalità nel campo del biomonitoraggio;
- l’approfondimento delle conoscenze biologiche ed ecologiche su alcune specie target;
- la possibilità di utilizzare i risultati del progetto per valutazioni sullo stato e la struttura della Rete Natura 2000 nelle aree di studio;
- l’elaborazione di linee guida per una gestione integrata comune ai diversi partner delle zone umide nell’Adriatico settentrionale, con particolare riferimento all'applicazione delle Direttive “Uccelli” ed “Habitat” ed al relativo consolidamento della rete Natura 2000.
La ricaduta di queste attività, in termini di risultati attesi, oltre a rispondere agli obiettivi precedentemente esposti, si sta traducendo anche:
- nel potenziamento della rete di monitoraggio ornitologico attualmente esistente, con particolare riferimento ai gruppi di lavoro afferenti all’International Waterfowl Census;
- nella definizione nel tempo della distribuzione, della consistenza delle popolazioni, delle dinamiche di spostamento degli uccelli acquatici;
- nell’individuazione delle relazioni tra distribuzione degli uccelli acquatici e fattori ambientali (habitat, disturbo, forme di gestione);
- nell’individuazione di nuove metodologie di ricerca;
- nella definizione dello sfruttamento delle risorse trofiche da parte degli uccelli acquatici;
- nella definizione dell’impatto degli uccelli acquatici sulla biodiversità costiera;
- nell’integrazione delle strutture tecnico-scientifiche dei partner;
- nella creazione di condizioni favorevoli per l’attuazione delle misure di salvaguardia previste dalle direttive comunitarie;
- nell’individuazione di forme di gestione sostenibili comuni a tutta l’area di progetto.
Budget del progetto: € 1.254.130,00 di cui:
- Quota FESR: € 560.100;
- Quota nazionale FDR: € 392.070;
- Quota RAI: € 168.030;
- Cofinanziamento dei partner: € 133.930.
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