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Metabolismo

Una delle attività specifiche svolte dal Dipartimento di Scienze Animali riguarda l’indagine degli aspetti metabolici di alcune specie target tra gli uccelli svernanti acquatici, rivolta allo studio dell’interazione tra ambiente, risorse alimentari e stagione.

Con un’apparecchiatura ecografica è stato misurato in modo non invasivo lo spessore della muscolatura pettorale, al fine di ottenere un indice preciso e obiettivo della condizione corporea dei soggetti catturati. Tale misura è stata confrontata con la valutazione derivante dalla osservazione visiva. Inoltre la misura dello spessore dei muscoli pettorali è stata correlata a quella di altre misure effettuate, come la lunghezza dell’ala correlata alle dimensioni corporee dell’animale.

Sempre sui soggetti catturati sono stati prelevati campioni di sangue sui quali determinare il contenuto di trigliceridi e acido urico. L’obiettivo dell’analisi è quello di fornire indicazioni sullo stato metabolico degli animali. La ridotta quantità di sangue campionato ha obbligato a scegliere solo due fra i molti metabolici determinabili. I due valori prescelti sono in genere correlati ad un processo di mobilitazione delle riserve corporee come adipose e muscolari.

Per valutare sugli uccelli gli effetti dovuti a inquinamento ambientale, sono stati analizzati i campioni di penne e plasma, prelevati da individui della popolazione ormai stanziale di cigni reali. L’analisi comprende la destrutturazione del campione mediante un digestore a microonde con aggiunta di acido nitrico e perossido di idrogeno. Il campione così ottenuto e stato analizzato mediante ICP di massa per rilevare le concentrazioni di metalli pesanti presenti, come piombo e mercurio.

Nell’Azienda Agraria dell’Università (Pagnacco, UD) è stata predisposta una voliera per allevare 8 fischioni nati in cattività. Gli animali sono stati sempre alimentati con mangime industriale, solo saltuariamente arricchito da foraggio fresco.

A novembre 2007 la dieta è stata integrata da modeste quantità di fanerogame marine (tra cui la Zostera noltii rappresentava la specie prevalente). In una decina di giorni le fanerogame sono state progressivamente sostituite al mangime, anche se le quantità di fanerogame consumate non sono mai state sufficienti a mantenere inalterati gli apporti energetici e proteici garantiti dall’alimentazione con il solo mangime concentrato è stata completa. Lo scopo era quello di misurare la digeribilità di questo alimento che nei siti oggetto di studio del progetto e più in generale in ambienti naturali e in quel periodo nell’anno, rappresentano la fonte di sostentamento principale per questi animali.

Tuttavia, solo dopo i primi giorni di prova dopo il periodo di adattamento, osservando un importante e continuo decremento di peso seguito, in alcuni soggetti, da inappetenza, è stato necessario sospendere la prova e permettere agli animali di recuperare la condizione corporea ideale.

Lo studio verrà ripreso in futuro, dopo una fase di adattamento più lunga o con soggetti abituati ad una dieta a base di foraggio fresco sin dalla nascita.

Nel frattempo, a marzo 2008, gli stessi animali sono stati sottoposti ad una prova di digeribilità con un mangime composto e integrato per anatidi contenente il 20% di proteina grezza e il 5% di fibra grezza. I soggetti sono stati mantenuti separati ed alimentati in modo razionato per una settimana e giornalmente sono state raccolte le deiezioni da sottoporre ad analisi chimica.

Durante le stagioni venatorie 2006/07 e 2007/08 alcuni cacciatori delle riserve di Marano Lagunare e Grado hanno collaborato fornendo dei campioni di organi prelevati dai capi abbattuti. Sui tratti digerenti sono state eseguite anche le indagini per mettere in evidenza la presenza di parassiti adulti. Sono state inoltre eseguite delle misurazioni morfologiche delle dimensioni dei diversi tratti dell’apparato gastro-intestinale per ricercare eventuali differenze tra individui selvatici e quelli allevati in cattività.

 

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