L'area di studio in Emilia-Romagna
L’area di realizzazione del progetto in Emilia-Romagna è costituita da due zone: la Salina di Cervia e il complesso di zone umide denominate Ortazzo e Ortazzino.
La Salina di Cervia, si estende per una superficie di circa 827 ettari ed è una salina di tipo industriale a raccolta unica, cioè il sale viene raccolto una volta all’anno, all’interno dei bacini salanti attraverso sistemi altamente meccanizzati. Il ciclo di produzione ha una stagionalità ben precisa: immissione di acque fresche dal mare in aprile, evaporazione delle acque attraverso un lungo percorso di salinità crescente nei mesi successivi, raccolta del sale in agosto e progressivo svuotamento dei bacini a partire da ottobre. In genere, a fine febbraio la salina è pressoché asciutta. E’ un ambiente di elevatissimo interesse naturalistico e paesaggistico, tanto da essere stata inserita come Zona Umida di Importanza Internazionale nella convenzione di Ramsar. Dal 1979 è divenuta Riserva Naturale dello Stato ed è oggi anche parte del Parco Regionale del Delta del Po. Dal punto di vista avifaunistico e botanico, l'ambiente delle saline è di straordinaria bellezza e suggestione. L’attività di produzione del sale, attiva ancor oggi, ha garantito il mantenimento delle caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e pedologiche dell’area, entrando però molto spesso in conflitto diretto con la conservazione dell’avifauna.
L’ambiente delle Saline di Cervia è caratterizzato da una flora ed una fauna adattata a sopravvivere in condizioni di ambientali estreme, se si considera la profondità dell'acqua che prevalentemente non supera i pochi centimetri e l'alta concentrazione di sale (oltre il 150%) che seleziona particolari forme di vita, perfettamente inserite nell’ecosistema iperalino.
Gli uccelli tipici delle saline sono i limicoli, che si nutrono di invertebrati presenti nei bassi fondali dei bacini evaporanti, fra i quali ricordiamo: l'Avocetta, presente tutto l'anno e nidificante; il Cavaliere d'Italia presente nel periodo riproduttivo e il Piovanello pancianera , che d'inverno si riunisce in gruppi di migliaia di individui. Altro gruppo presente è quello degli ardeidi, tra i quali si ricordano la Garzetta, l'Airone bianco maggiore e l'Airone cenerino, che frequentano le saline prevalentemente per alimentarsi o riposare. Nei mesi freddi svernano a migliaia le anatre, in particolare il Fischione, il Germano reale, il Codone e l’Alzavola. Sono presenti tutto l'anno il Gabbiano reale e il Gabbiano comune, ai quali si associano nel periodo riproduttivo il Gabbiano corallino, il Fraticello e la Sterna comune. Da segnalare la presenza, ormai costante da alcuni anni, di alcune centinaia di esemplari di Fenicottero.
Il sistema di zone umide perifluviali salmastre dell'Ortazzino e dell'Ortazzo è situato nelle vicinanze della foce del Torrente Bevano, ultimo estuario meandriforme dell'alto Adriatico libero di evolvere naturalmente. L’area ad Ovest della foce è detta Ortazzino e comprende i meandri fossili del Bevano, con parte delle dune costiere, i retrostanti prati umidi salmastri con falda affiorante e prati aridi con arbusteti termofili. Alle spalle delle dune si trovano le pinete demaniali. L'Ortazzo era un’antica valle di acqua dolce, riconvertita prima a risaia e poi a valle da pesca; attualmente le vasche arginate sono in stato di abbandono e veloce degrado. L’area è soggetta agli influssi salmastri del cuneo salino e si caratterizza come un ampio stagno subcostiero. Le superfici con acque più basse si prosciugano durante l'estate, originando distese fangose in cui si insediano le comunità alofile annuali tipiche di questi ambienti. La palude è attraversata da una penisola con pineta a Pino domestico. A sud dell’Ortazzo sono presenti praterie umide con acque dolci, ripristinate alla fine degli anni ’90 su seminativi ritirati dalla produzione attraverso l’applicazione di misure agroambientali per la fauna e la flora selvatiche. Il sito rientra quasi totalmente nel Parco Regionale del Delta del Po e comprende l'Oasi di protezione "Ortazzo e Ortazzino" (796 ha su 807 ha), una Riserva Naturale dello Stato (per complessivi 172 ha), e una zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (430 ha su 439 ha).
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